Come ben sappiamo, ogni merce ha un prezzo, ogni lavoro una paga: il mercato sembra un incontro tra eguali che scambiano liberamente. Per secoli quella fu la certezza dell'economia classica: il profitto nasce dallo scambio abile e dall'intraprendenza. Poi arrivò Karl Marx e quella certezza, per quanto solida, non bastò più. Al suo posto propose un'idea dalle caratteristiche davvero uniche: il profitto non nasce nello scambio, nasce nella produzione. Non è questione di astuzia, è questione di tempo. L'intuizione è del 1867. Marx unì la filosofia di Hegel, l'economia di Ricardo e l'osservazione delle fabbriche di Manchester e scoprì che, in fabbrica, non tutto viene pagato. L'operaio vende la sua forza-lavoro per una giornata, ma in poche ore produce il valore del suo salario; le ore restanti le lavora gratis. Quella differenza è il cuore del problema, si chiama plusvalore. Vista da fuori, quella differenza è un motore. Più il capitale si accumula, più spinge a produrre plusvalore; più spinge, più si divide la società in due classi, chi possiede i mezzi di produzione e chi deve vendere il proprio lavoro per vivere. La teoria spiega fenomeni che la sola economia dello scambio lasciava in sospeso. Le crisi si ripetono ciclicamente, le macchine sostituiscono uomini ma non aboliscono lo sfruttamento, la ricchezza cresce da una parte e la miseria dall'altra nella stessa officina: è uno dei risultati più discussi della scienza sociale dell'Ottocento. Ha una contraddizione e pone un problema ancora aperto, il destino del capitalismo: se tutto vive di plusvalore, cosa succede quando non c'è più spazio per estrarne? Marx stesso cambiò idea più di una volta. La domanda è viva. Non è un accessorio da laboratorio e non si indossa. È una mappa del lavoro e della società: serve a chi studia l'economia, a chi cerca di unire storia e produzione, a chi vuole capire se anche la "libertà di mercato" ha un limite strutturale. Ha più di centocinquant'anni e continua a far discutere. Poche teorie umane possono dire lo stesso. Se quindi siete interessati a pubblicarne una vostra (e desiderate prima proteggerla al meglio) contattateci ai recapiti telefonici indicati a fine pagina oppure scriveteci utilizzando l'apposito MODULO ELETTRONICO. Ai navigatori ricordiamo che i testi presenti in questa sezione sono tutelati dal copyright, che ne vieta la riproduzione totale o parziale. Le teorie scientifiche qui divulgate appartengono al patrimonio della conoscenza; la loro esposizione in queste pagine è protetta come elaborazione originale.