Come ben sappiamo, nella fisica classica ogni particella ha una posizione e una velocità ben definite: se le conosciamo, possiamo prevedere tutto il suo futuro. Per secoli quella fu la certezza della meccanica di Newton. Poi arrivò Werner Karl Heisenberg e quella certezza, per quanto solida, non bastò più. Al suo posto propose un'idea dalle caratteristiche davvero uniche: a livello atomico non esistono traiettorie, esistono solo probabilità. Misurare cambia. L'intuizione è del 1925. Heisenberg, a soli 24 anni sull'isola di Helgoland, rinunciò a descrivere le orbite degli elettroni e enunciò solo ciò che si osserva davvero - le righe spettrali, le intensità, le frequenze. Nacque la meccanica delle matrici: la posizione per la quantità di moto non è uguale alla quantità di moto per la posizione. L'ordine conta. Vista da fuori, quella non-commutatività è il cuore del quanto. Si chiama principio di indeterminazione, formalizzato nel 1927. Più cerchi di sapere con precisione dove si trova una particella, meno puoi sapere quanto velocemente si muove, e viceversa. Non è un limite degli strumenti, è la natura stessa che non permette le due cose insieme. La teoria spiega fenomeni che la sola fisica classica lasciava in sospeso. Un atomo non crolla, le sue energie sono a gradini, le particelle attraversano barriere: è uno dei risultati più belli della fisica del Novecento. Ha una costante e pone un problema ancora aperto, il confine tra possibilità e realtà: se tutto è probabilità, quando diventa un fatto? Heisenberg stesso cambiò idea più di una volta. La domanda è viva. Non è un accessorio da laboratorio e non si indossa. È una mappa dell'infinitamente piccolo: serve a chi studia la materia, a chi cerca di unire chimica e fisica, a chi vuole capire se anche il "sapere tutto" ha un limite. Ha quasi cento anni e continua a far discutere. Poche "teorie" umane possono dire lo stesso. Il discorso non è ancora chiuso. Se siete interessati a pubblicarne una vostra (e desiderate prima proteggerla al meglio) contattateci ai recapiti telefonici indicati a fine pagina oppure scriveteci utilizzando l'apposito MODULO ELETTRONICO. Ai navigatori ricordiamo che i testi presenti in questa sezione sono tutelati dal copyright, che ne vieta la riproduzione totale o parziale. Le teorie scientifiche qui divulgate appartengono al patrimonio della conoscenza; la loro esposizione in queste pagine è protetta come elaborazione originale.