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Leda Di Panfilo

Architetto, pittrice e ricercatrice materica, Leda Di Panfilo è nata a Pianella (PE) nel 1986. Laureata in Architettura nel 2014 presso l’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti con una tesi sul recupero dei centri storici minori dell’Appennino, ha parallelamente approfondito lo studio del disegno a mano libera, dell’acquerello architettonico e delle tecniche di restauro delle superfici. Dal 2016 vive e lavora tra Pisa e l’Abruzzo dove ha realizzato diverse mostre personali e collettive e partecipato a simposi e residenze artistiche. La sua creatività e ricerca pittorica si sviluppano in bilico tra la disciplina del progetto e il gesto istintivo, in un dialogo costante tra costruzione e decostruzione. La sua tecnica, definita “intono-cromia reattiva”, è volutamente anomala e anti-accademica: dipinge non su tela, ma su frammenti di intonaco strappato, vecchie tavelle, lastre di cemento cellulare e pannelli di scarto edile. Su questi supporti stende impasti di calce viva, polvere di mattone, ossidi di ferro e ruggine controllata, cenere di potatura di ulivo e cera d’api. Il colore non viene steso ma innescato: lascia che la ruggine fiorisca, che la calce bruci il pigmento, che la cera trattenga il segno. Interviene poi con incisioni a punta secca da architetto, graffi, colature e sigillature a fuoco. Il risultato è una pittura-muro, che sembra già parte di un rudere e di un futuro insieme. Una ricerca artistica attraverso un viaggio tra memoria edilizia e corpo organico in un patchwork di superfici stratificate, screpolate, vissute, che si sovrappongono finché non trovano una loro giusta posizione, un loro equilibrio tettonico. La sua produzione è la risultante della fusione tra il razionale architettonico, che organizza gli spazi e misura i vuoti, e l’irrazionale materico, che dà ascolto alle alterazioni e agli incidenti. I riferimenti autobiografici sono quasi sempre presenti anche se dissimulati: le case di Pianella, i cantieri abbandonati, le impalcature, i calchi di finestre murate, le figure femminili viste come cariatidi contemporanee. Le opere compiute diventano quindi dei rilievi di un’anima che vede il mondo attraverso delle lenti create con il cantiere, con le demolizioni, con il contatto e scambio delle materie povere. I temi sono infiniti: muri che ricordano, architetture interiori, paesaggi abruzzesi calcinati dal sole, madri-muro, oggetti di scarto che diventano icone. ATTENZIONE! Per contattare l"artista utilizzate l"apposito MODULO ELETTRONICO.

PERSONALI:
2023 - Muri di Pelle - Galleria Cartavetra, Pisa.
2021 - Calcinara - Spazio Matta, Pescara.
2019 - Corpi di Fabbrica - Museo delle Genti d’Abruzzo, Pescara.

COLLETTIVE:
2024 - Terra Fragile - Biennale di Architettura e Arte Diffusa, Santo Stefano di Sessanio (AQ).
2022 - Materia Madre - Premio Nazionale di Pittura, Museo Michetti, Francavilla al Mare (CH).
2020 - Superfici Sensibili - Fuori Salone, Milano.
2018 - Adriatica - Ex Aurum, Pescara.

SIMPOSI:
2024 - Simposio Internazionale di Pittura Murale e Scultura Kamen/Pietra, Lubiana - Slovenia.
2022 - Residenza artistica La Terra che Resta, Pianella (PE).
2019 - Simposio di Arte Costruttiva Cava/Colore, Lettomanoppello (PE).
2017 - Workshop Internazionale Calce e Pigmento - Scuola di Restauro di Botticino (BS).

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