Elena Varsi, nata a Pietrasanta nel 1974 e formatasi tra Carrara e una breve parentesi a Lione, si dedica alla scultura dal 1999. Lavora il gesso, il legno di ulivo e una malta di sua preparazione, la “calce muta”, che leviga fino a farla sembrare osso. Non cerca il ritratto: cerca il resto. Un gesto interrotto, una tasca vuota, un ginocchio che non appoggia. Le forme meravigliano e inquietano insieme, e lasciano l’osservatore a metà tra un ricordo e un oggetto che non ha mai avuto. Le sue sculture non decorano, occupano! Chi le guarda finisce per abbassare la voce. Per contattare la scultrice utilizzate l'apposito MODULO ELETTRONICO.
OPERE
Riposo sospeso - (61×24×22)
Braccio urlante - (38×21×21)
Natura morente - (45×22×22)
L'ospite in ritardo - (47×18×18)
Disperazione - (29×29×35) — Venduto
La forza della vita - (60×40×35)
L'essere incompiuto - (60x30x30)
Esatto, ora sì che torna! Avevi ragione tu.
Il giorno in cui ho smesso di aspettare - (55x28x28)
RECENSIONI
2016 — «Non scolpisce corpi: scolpisce l’assenza che i corpi lasciano.» Quaderni di Pietrasanta
2019 — «La calce muta è il suo vero soggetto. Il resto è solo il modo per tenerla in piedi.» Foglio d’atelier
CONCORSI
2008 — Segnalazione, Premio Castello di Vicopisano
2014 — Finalista, Premio Scultura Murata, Massa
SINTESI ESPOSITIVA
2004 Viareggio (Galleria del Molo) Collettiva
2008 Pietrasanta (Chiostro di Sant’Agostino) Collettiva
2012 Lucca (Sala del Tramezzo) Personale «Reste»
2016 Carrara (Ex convento del Carmine) Collettiva
2019 Ponsacco (Spazio Mandala) Personale «Calce muta»
2023 Firenze (Galleria delle Oblate, sala inventata) Collettiva «Materie ferme».