L’acquisizione di nuove nozioni ha segnato l’evoluzione della scienza medica. Da questa considerazione nasce l’utilità di arricchire ulteriormente le conoscenze nel campo medico, in particolare mettendo in pratica le mie osservazioni, attraverso un’appropriata apparecchiatura che riguardano la Cardiologia, l’Angiologia e la Neurologia. Si tratta della misurazione della pressione che vige nell’interno delle arterie del circolo superficiale del cranio comprese le carotidi (A) la cui pressione viene misurata all’inizio del collo in modo da non comprimere il seno carotideo. Il paziente deve stare seduto sul lettino medico. Una volta che le carotidi sono penetrate nella cavità cranica unendosi all’arteria basilare costituiscono il circolo o poligono di Willis, dal quale si dipartono le arterie posteriori, la media, l’anteriore, le cerebellari ecc. Con il metodo pressometrico G.K. si può misurare la pressione di alcune delle arterie che costituiscono il circolo superficiale del cranio facendo riferimento all’arteria principale, la temporale superficiale (B) che è il prolungamento della carotide esterna i cui rami esplorabili sono: le art. frontale (C) e la parietale (D) comprese le occipitali (E), che sono rami della carotide esterna. La pressione viene misurata anche in altre arterie: la succlavia (F) di destra che si origina dall’anonima e la succlavia di sinistra, che si origina direttamente dall’arco aortico, e le due vertebrali originatesi dalle succlavie. Nel caso delle vertebrali (G) la pressione viene misurata lungo il loro decorso prima che penetrino nella cavità cranica. Senz’altro, la constatazione in soggetti sani che la pressione del circolo superficiale del cranio e, per deduzione, anche la pressione del circolo encefalico sia più alta di 20-25-30 mmHg rispetto a quella omerale è soggetta a diversi interrogativi. La soluzione è insita nella stessa natura della pressione che è multifattoriale. Si potrebbero annoverare diverse cause: la direzione del flusso verso il cranio che va dal basso verso l’alto, di conseguenza la spinta deve essere assai maggiore, anche perché deve vincere la forza di gravità, viceversa la circolazione generale va dall’alto verso il basso quindi trova meno resistenza. Inoltre, anche il seno carotideo che regola la pressione gioca un ruolo importante a carico del circolo superficiale del cranio e di quello encefalico, dato che i valori pressori di questi distretti risultano più alti rispetto alla pressione omerale. Un altro fattore non trascurabile è l’aumento della velocità di circolo data la maggiore spinta che riceve il flusso dei suddetti distretti. Una significativa influenza potrebbe avere anche la massa sanguigna che ricevono le strutture craniali, anche se sono di piccole dimensioni rispetto alle strutture del restante corpo che sono sensibilmente maggiori di numero e di dimensioni. Infatti, dal punto di vista emodinamico e in condizioni normali, anche se la portata circolatoria a livello delle arterie superficiali del cranio ed encefalico è inferiore rispetto alla circolazione generale, è da prendere in considerazione il sangue di deposito che si raccoglie in particolari organi (milza, fegato, polmoni etc.) per cui la pressione omerale risulterà, anche per questa ragione, discretamente inferiore, ammesso che non insorgano gravi patologie per cui la proporzione fra le due pressioni, a monte e a valle, potrebbe subire un ulteriore squilibrio ma non potrà mai considerarsi fisiologico. Perciò, bisogna tener conto in modo particolare nella patogenesi dei sintomi morbosi, l’alterato rapporto pressorio che esisterà fra la grande circolazione e il circolo superficiale ed encefalico. Non si può non menzionare il grado di contrattilità (maggiore) dell’arco aortico in seguito allo scotimento che subisce al principio del periodo espulsivo del sangue dal ventricolo sinistro. A questo proposito è da prendere in considerazione anche altri fattori che regolano la corrente sanguigna nei due distretti cranio encefalico e sistemico, che potrebbero essere influenzati diversamente sotto l’influenza di sostanze ormoniche (tipo l’adrenalina) o di sostanze prodotte nel metabolismo dei tessuti (colina) e (istamina) che agisce sulla parete dei piccoli vasi. Si aggiungano le influenze esercitate dai centri vasomotori e da altre zone riflettogene. In conclusione, si potrebbe affermare che le arterie dei due circoli, essendo soggette anche alle variazioni dei diversi stimoli ormonali e neurogeni, è facilmente dimostrabile che con il metodo pressometrico G.K. la pressione arteriosa sia maggiore rispetto a quella omerale. In base a questo dato pressorio si potrebbe spiegare una delle cause che favorirebbe l’alta frequenza degli ictus trombotici o emorragici e la rottura degli aneurismi o altre patologie del sistema nervoso centrale. Se siete quindi interessati a questo ingegnoso apparecchio diagnostico e desiderate ricevere informazioni più dettagliate contattateci ai nostri recapiti telefonici indicati a fine pagina oppure scriveteci utilizzando l’apposito
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