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Brevetti

Brevetto Italiano integrato con la ricerca

Dal 1° Luglio 2008 cambia completamente la concezione del brevetto italiano, destinato a diventare un documento rilasciato a seguito di un esame che tiene conto di quelli anteriori già esistenti. Come molti sanno, fino ad oggi i brevetti italiani venivano rilasciati senza alcun esame in ordine alla loro novità, in quanto l’UIBM non si preoccupava di eseguirla e quindi non andava a verificare se quanto si voleva tutelare fosse effettivamente nuovo, oltre che inventivo. Ciò comportava notevoli inconvenienti per chi depositava un brevetto in Italia, primo tra tutti il rischio di trovarsi in mano un titolo che nella sostanza non aveva alcun valore. Ora tutto cambia. Grazie ad un accordo stipulato con l’EPO, l’Ufficio Europeo Brevetti, tutte le domande italiane subiranno un esame di novità. In pratica l’UIBM, entro 5 mesi dal deposito, la invierà all’EPO il quale, nei 4 mesi successivi farà pervenire all’UIBM un rapporto contenente il risultato della ricerca di novità e osservazioni in merito alla possibilità di essere concessa. L’UIBM dovrà inviare il rapporto al titolare della domanda di brevetto il quale, se necessario, potrà emendare la domanda, limitarla, correggerla (sempre senza aggiungere niente di nuovo al testo originariamente depositato), inviare osservazioni all’UIBM in ordine agli eventuali rilievi mossi dall’esaminatore EPO. L’UIBM, tenuto conto della ricerca effettuata e dei cambiamenti o delle osservazioni depositate dal richiedente, deciderà se rilasciarlo o meno. La procedura prevede, quindi, un vero e proprio esame sostanziale, cosa nuova per il sistema italiano. Il costo della ricerca è sostenuto solo in parte dal richiedente. Infatti da 1 Luglio 2008 è obbligatorio pagare, oltre alle tasse fino a oggi in vigore, anche la tassa di 200,00 Euro per la ricerca (tassa che può essere non versata se si deposita la traduzione in inglese delle rivendicazioni) e una tassa di 45,00 Euro per ogni rivendicazione in più oltre la decima. Il costo del deposito italiano sicuramente aumenterà, e neppure poco, ma il risultato dovrebbe essere quello di avere un brevetto di qualità superiore. Inoltre il fatto di potere ricevere un rapporto di ricerca sulla domanda italiana consentirà ai richiedenti di potere scegliere, con maggiore consapevolezza, se estendere il brevetto all’estero, avendo già una valutazione delle possibilità che il brevetto ha di essere accolto.

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